filastrocche …


Per un bimbo ancora piccolo il primo contatto con un’insieme di cose nuove da osservare, sentire e provare a ripetere potrebbe essere proprio la recita di una filastrocca cantilenata magari dalla propria mamma. In essa c’è la musica, il ritmo, il suono delle parole, il movimento da osservare e da replicare, in qualche modo, delle labbra…
Non sono preparata in materia ma è questo quello che ho sempre pensato da mamma che osservava una bimba crescere giorno dopo giorno. Inizialmente la ninna nanna serviva a farla addormentare o tranquillizzare poi è diventata una piccola poesia da ripetere e successivamente da imparare a cantare.
Ora quando gliela canto so che ne capisce perfettamente il senso ma è sempre magicamente un momento solo mio e suo anzi nostro all’unisono.
Le filastrocche invece le sta imparando dalle maestre d’asilo (a cui vanno i miei complimenti più sentiti …si dice così, vero!?!…per la pazienza e l’amore che mettono in quello che secondo me non è un lavoro ma una missione!) e da loro sta apprendendo anche il modo di recitare (chissà che diventi un’attrice!), di articolare bene le parole (sia quelle già conosciute ma soprattutto quelle nuove da imparare) da coordinare alcune volte con movimenti del corpo ritmicamente!
E poi le chiamano semplici filastrocche!!!!!!

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