racconto estivo (parte III) …


Ho dovuto riprendere in mano la macchina fotografica per riuscire a fare mente locale sugli altri due pomeriggi trascorsi ad Atene … ecco perchè scrivere subito e quotidianamente le giornate trascorse rende più vivi i ricordi!
Beh tornando indietro nel tempo, siamo al secondo giorno o meglio al secondo pomeriggio e questa volta riusciamo ad ottenere la tabella degli orari del pulman dalla controllora. Solita fermata scelta e quindi metro fino di nuovo a risalire sempre nella zona Acropolis. Oggi ci aspetta l’Atene più turistica e da souvenir non tralasciando le mete culturali che hanno dato lustro a questa città che ha compiuto quest’anno i 5000 anni di storia!!!!
Incredibile ma noi c’eravamo!!!
Ci dirigiamo verso il tempio di Zeus, sempre muniti di passeggini, occhiali da sole e cappellini che sono d’obbligo d’estate se non si vuole rischiare una bella ed indimenticabile insolazione. Ne sa qualcosa la PPDC che già solo stando in piscina aveva nei giorni prima provato il brivido dei primi sintomi (che bella paura!!anche se nel villaggio c’era l’infermeria con tanto di dottore ed infermiere!).
Riprendendo il racconto, ci dirigiamo verso il quartiere Monasteraki dove nella piazza principale c’è il cambio della guardia con tanto di soldati vestiti degli abiti tradizionali ufficiali e che si scambiano il turno con tanto di passo dell’oca. Tutto è lento e sincronizzato quasi irreale. Sì irreale, dal momento che quelle movenze vengono tramandate da generazione senza mutare! Tutti noi turisti siamo a semicerchio intorno alla piazza e come contorno abbiamo una miriade di colombi attirati dai venditori di semini vari che li attirano con un bel pò di bottino fresco. Il sole è ancora bello alto ed allora ci decidiamo a fare i turisti buttandoci nella via che costeggia la piazza e che ci da il benvenuto in un altro quartiere greco famosissimo la Plaka. A darci il benvenuto ci accolgono vari bar e negozi di abbigliamento di marchi noti ma non certamente caratteristici del posto. Ed allora al volo, ci gustiamo il passeggio della gente che tra un gelato e una fetta di noce di cocco cerca di rinfrescarsi.
Il tempo a nostra disposizione è poco, visto che puntiamo a fare ritorno al villaggio per l’ora di cena! Ed allora viaaaa più veloci del vento senza però gustarci nemmeno qualche negozietto di souvenir per riuscire a portare a casa un ricordino.
Torniamo al villaggio distrutti!!!
Con mio marito ci guardiamo e ci capiamo al volo … domani costi quel che costi torneremo in città e ci gusteremo qualche altro angolo di Atene. Nella nottata la piccola dell’altra coppia si ammala: ha un pò di febbre e raffreddore ma nulla di grave per fortuna!
Visto che la situazione della piccola era sotto controllo durante la mattinata prendiamo la decisione di avventurarci solo noi tre, come siamo abituati a fare, sentendoci più liberi e sicuri di riuscire a guistarci un altro momento unico insieme!
Ormai la città è nostra e sappiamo come muoverci con una estrema tranquillità ed allora arriviamo senza quasi accorgercene in un altra zona di Atene laddove c’è la Libreria di Adriano. Ma la PPDC dorme beata nel passeggino e la temperatura è talmente alta che non ce la sentiamo di farci a piedi altri siti almeno non quelli troppo soleggiati. Non lontano da lì però c’è l’Agorà Antica il luogo dove tantissimi filosofi, primo fra tutti Socrate, ha passeggiato, insegniato e discusso delle varie teorie che anni prima avevamo ritrovato in libri di filosofia a scuola e non solo. E lì, credetemi, l’effetto è portentoso visto che tutto dà un senso concreto e tangibile a quelle che potrebbero definirsi solo delle pietre ma che portano scolpite in sè momenti passati ai secoli e che sono vive nei libri di noi gente che viviamo nel fantastico secondo millennio! Nell’Agorà c’è anche la prima chiesetta dei primi apostoli: un gioiello. E’ lì che S. Paolo ha cominciato a predicare ed i particolari degli affreschi salvati e restaurati meritano una visita attenta.
Una sosta a questo punto era d’obbligo e visto che anche la PPDC era sveglia e chiedeva una merenda, ci fermiamo al primo locale che accoglie i turisti nei giardinetti appena davanti dove sono allestiti tavolini e sedie e ventilatori abbastanza strani per me (non li avevo mai visti) che spruzzano goccioline d’acqua che per la forte temperatura vaporizzano lasciando intorno un’atmosfera magicamente fresca da provare e non da descrivere.
Il locale si chiama Idria,altro non ricordo!!!!
Devo interrompere nuovamente il racconto perche la PPDC ora ha sonno molto sonno e chiede di andare a dormire…ed allora alla prossima puntata.

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