Giorno da non dimenticare


Riporto fedelmente leggendo in rete

Il 27 gennaio del 1945 i carri armati sovietici entravano in un campo fortificato della cittadina polacca di Oswiecin (Auschwitz è il nome tedesco), mostrando al mondo il volto crudele e spietato del delirio nazista. Al di là del cancello con la scritta “Arbeit macht frei” (Il lavoro rende liberi) pochissimi sopravvissuti a testimoniare l’orrore del genocidio perpetrato, in quel lager come in altri, ai danni di un intero popolo.
Per ricordare quella data, che negli anni si è caricata di un enorme valore simbolico, da qualche anno l’Italia (come già in passato avevano fatto altre Nazioni Europee) ha deciso di istituire il “Giorno della Memoria“. Una data che, per dirla con le parole di Elena Loewenthal “non è infatti, un omaggio alle vittime, ma una presa di coscienza collettiva del fatto che l’uomo è stato capace di questo. Non è la pietà per i morti ad animarlo, ma la consapevolezza di quel che è accaduto. Che non deve più accadere, ma che in un passato ancora molto vicino a noi, nella civile e illuminata Europa, milioni di persone hanno permesso che accadesse”.

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3 thoughts on “Giorno da non dimenticare

  1. quanto è accaduto lascia attoniti,lascia disgustati….ma soprattutto pieni di domande…
    perchè si è permesso tutto questo?perchè nessuno si è ribellato a tanta follia?quanta gente “condivideva” la crudeltà di un mostro?non ho risposte….,non ho parole…
    l’unica cosa che possiamo fare, oggi è solo ricordare, ricordare chi ha sofferto atroci crudeltà, chi ha subito indicibili violenze, chi è morto…senza colpa…,senza un perchè.
    dobbiamo pensar a chi è sopravvissuto a questo inferno,a chi dopo tutto questo dolore non è mai stato davvero liberato, chi ha segni non solo fisici,ma ferite nell’anima, ferite che non guariranno più…
    dobbiamo impegnarci affinchè i bambini prendan coscenza di cosa è successo,in un passato non tanto lontano, che imparino a distinguere cosa sia giusto da cosa non lo è, non importa se chi ce lo impone sia il padrone, sia il capo,se non ci sia scelta.
    bisogna aver il coraggio di dire “no,io non ci sto!”…

    in antichità, per il proprio onore si moriva, bene…oggi non si ha più nemmeno il coraggio di dire ciò che si pensa…
    dobbiamo riprender il coraggio della nostra responsabilità,la saggenzza di discernere cosa faccia evolvere positivamente il mondo, come renderlo,per quel che si può,un mondo un pò migliore…

  2. E’ vero, la giornata della Memoria, più che ricordare le vittime di quella ferocia, dovrebbe servire a ricordare “a noi stessi” cosa saremmo ( poichè i nazisti erano uomini ‘in carne ed ossa come noi ) se ideali etici che fanno ormai parte di noi non inabissassero la bestia che ci dorme dentro .
    Ad Auschwitz, e negli altri lager dell’ orrore, quella immonda bestia si risvegliò nell’ uomo e riaffiorò dagli abissi nutrita da ideologie che non muoiono mai, che parlano di popoli ‘puri’ eletti dagli dei per guidare il mondo, e giudicano tutti gli altri animali da sfruttare, sottomettere, uccidere …
    Mai dovremmo dimenticarci di questa aberrazione !
    Se il ricordo di quelle vittime ci fà soffrire ancora, dobbiamo testimoniare sempre, attraverso una Memoria che riguardi tutti ( e non soltanto gli Ebrei ), che quei poveri morti non morirono invano !

    Sulle distese dove amore e pianto
    marcirono e pietà, sotto la pioggia,
    laggiù, batteva un nò dentro di noi,
    un nò alla morte, morta ad Auschwitz,
    per non ripetere, da quella buca
    di cenere, la morte .

    Da “Auschwitz” di Salvatore Quasimodo

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