Il troppo storpia … ma il “nulla”?


Scrivo questo post per riflettere insieme a voi e capire cosa fare.
Scendo nel particolare 🙂 … l’argomento in questione è “attività extra-scolastiche“.
Chiacchierando con altre mamme tra una festa di bambini ed un’altra sentivo nuovamente chi portava il figlio o la figlia in piscina, chi a fare musica, chi al mini-basket .. insomma tutti i bambini sembravano essere impegnati in almeno un’altra attività extra-scolastica. La mia Ribelle … si rifiuta e finora non ho voluto insistere più di tanto visto che era un momento delicato quello in cui iniziava una nuova avventura: imparare a leggere, scrivere e fare di conto.
Ora però che le maestre mi hanno tranquillizzata e so che lei si trova bene a scuola (del resto si vede lontano un miglio quanto sia contenta di andare a scuola la mattina!) mi domandavo se non fosse giunto il momento di spronarla magari a fare inglese: una sua vera passione dello scorso anno.
Del resto dovrei capire come fare … ma sono bravissima ormai ad incastrare orari di ufficio ed orari di vita :D. Ma il punto è un altro … dovrei incoraggiarla (leggete “trascinarla”) a capire cosa le potrebbe piacere fare? O lasciarla stare e pensare di far decantare questo tempo ed aspettare un suo “mammaaaaa mi piacerebbe fareeee …”?
Ma quanto è difficile fare il genitore … me l’avevano detto ma scoprirlo passo dopo passo è tutta un’altra cosaaaaa 🙂

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14 thoughts on “Il troppo storpia … ma il “nulla”?

  1. A casa sono tre e abbiamo agito della stessa forma con tutti. Cioè, da piccoli hanno frequentato cose diverse (musica, arte, sport, lingue…) e poi passo a passo hanno fatto le loro scelte. Le due bimbe hanno preferito la parte artistica e musicale, invece, mio figlio ha rifiutato tutto eccetto l’inglese perché si rende conto che è un aiuto importante a scuola. Come genitori siamo stati sempre attenti alle loro necessità, al loro stato d’animo. Quello che non deve accadere è che le attività extra-scolastiche portino il bambino ad un stato di angoscia. Io penso che addirttura abbiano un vantaggio: conoscono altri bambini fuori scuola e si socializzano meglio. Bho, non so, sono le mie esperienze. Scusa per dilungarmi tantissimo e… in bocca al lupo!!! Essere genitori non è per niente facile.

  2. @l’apprendista: le esperienze di altri genitori sono preziose per me perchè mi fanno riflettere. Quindi ti ringrazio tantissimo e qui puoi dilungarti quanto vuoi 😉

  3. Io per quanto riguarda la mia esperienza non ho dubbi: a mia figlia non sono riuscita a far seguire nessuna attività un po’ per causa di forza maggiore e un po’ perché non sono mai stata troppo convinta di questo irrigimentare; lei piano piano ha messo a fuoco le sue inclinazioni e ha scelto da sola, vivendolo come libera scelta, e mettendoci una passione che, se fosse stata “guidata”, probabilmente non ci avrebbe messo.

    Il mio consiglio pertanto è: lasciala campare (che poi, a non dover correre da un luogo all’altro incastrando mille impegni, vivi meglio anche tu, e una mamma e una figlia meno stressate costruiscono un rapporto migliore).

  4. non sò cara con i Child facciamo un sacco di cose ma è vero che piacciono anche a me e loro le fanno volentieri, certo se devi forzarla e tu già non hai tempo ne vale la pena? probabilmente a lei basta starti vicina 🙂

  5. Non credo che tu debba trascinarla ma neppure aspettare che te lo chieda …se pensi che le possa piacere qualcosa puoi eventualmente fare come ho fatto con la mia Rosa per danza…le ho fatto fare un paio di lezioni per capire se le piaceva…ma credimi… ho visto mamme schiaffeggiare bimbe che si rifiutavano di entrare nella sala come se fare quell’attività dovesse essere un’obbligo…
    io credo che si debbano solo aiutare a trovare la loro strada..Un bacione e in bocca al lupo!

  6. Ciao!
    Spero possa essere gradito il parere di una figlia 🙂
    Mi sono sempre disaffezionata a tutto ciò in cui mi spronavano, perché finivo per vederlo come un obbligo. Avrei preferito che mi proponessero alcune attività (in base alle disponibilità economiche, beninteso) ma senza farmi sentire obbligata o peggio colpevole.
    Se avessi un bambino gli chiederei se c’è qualcosa che vorrebbe imparare a fare…magari salterà fuori che vuole imparare a prendersi cura delle piante, o dipingere, cucinare, fare piccoli oggetti di pasta di sale: a volte i desideri dei bimbi sono così semplici che possono stupire 😉

    …ma questo è solo un parere di figlia, e non avendo bambini certe cose non posso capirle 🙂

  7. Concordo con @Diemme …. e credo inoltre che quest’ ansia genitoriale a far fare qualcosa in più ai propri figli sia …. ehm …. figlia del tempo e del consumismo !
    Mi sbaglierò, ma credo che sia bene lasciar sviluppare ai figli le loro “vere” propensioni, magari creandogli intorno, con responsabile equilibrio, maggiori spazi e fantasiosi, cercando anche di non viziarli eccessivamente o sovraccaricarli di “lavoretti e minuetti” che piacciano solo a mamma e papà !
    Sì, @Soli, fare il genitore e mooolto difficile e non c’ è, tranne la vita vissuta e sognata, alcuna università che insegni questo mestiere, così disatteso, a volte !
    @Bruno

  8. @Diemme:hai fatto centro 🙂 ed appunto anche questa esperienza di vita. Grazie!!!!
    @angelaercolano: la tua domanda è quella che ripeto a me stessa 🙂
    @Renata:in qualche modo vedo il suo interesse per la lingua inglese; proprio due sere fa si è portata a casa i librettini che aveva dalla nonna per farmi vedere le paroline come si pronunciavano e scrovevano…..devo ricontattare l’insegnante che le faceva alla scuola materna giusto un’ora alla settimana di inglese 🙂
    @GaiaCincia:tutti i punti di vista sono ben graditi!!! Ed il tuo l’ho letto con interesse, grazie!
    @cavaliereerrante: non vorrei però partire da questa presupposta ansia genitoriale e non riuscire ad interpretare i piccoli messaggi di mia figlia. Anche perchè ho firmato ormai anni fa l’Art. 147 – Doveri verso i figli. “Il matrimonio impone ad ambedue i coniugi l’obbligo di mantenere, istruire ed educare la prole tenendo conto delle capacità, dell’inclinazione naturale e delle aspirazioni dei figli.” 🙂

  9. Appunto, “tenendo conto delle capacità, dell’inclinazione naturale e delle aspirazioni dei figli”.

    Bisogna lasciare depositare i pensieri e fargli prendere forma. I figli devono avere stimoli, sapere che esistono certe cose affinché possano sceglierle, ma comunque sono loro che devono proporre.

    Poi c’è anche la situazione contraria, che i figli chiedono di seguire una certa strada, e i genitori non li assecondano perché non la ritengono remunerativa per il futuro: sono le ali tarpate di tanti di noi 😦

  10. Quella delle ali tarpate più che interessante è drammatica: che ci mettono a fare al mondo certi genitori se poi ci costringono a vivere una vita non nostra, sicuramente a testa bassa?

    Perché una vita senza entusiasmo, una vita che non è la tua, non so quanto si possa raddrizzare in corsa, e mai fino in fondo.

  11. Non è “una” chiave di lettura, @Soli, è “la” chiave di lettura, e sarebbe bene che i genitori “ansiosi” di far fare ai propri figli “sempre di più”, magari tenendoli in gara con gli altri o per supplire ai loro sogni mancati, “ne tengano doverosamente conto” !
    Si lasci ai figli il tempo per sviluppare le proprie inclinazioni, li si aiuti senza tentennamenti, li si accompagni senza rincoglionirli col viziarli troppo o coll’ imporgli “di fare di più” ….. e se non sarà la perfezione assoluta, sarà pur sempre il meglio che un genitore “concreto ed affettuoso”, oltre che responsabile, potrà fare a favore dei figli !!!
    @Bruno

  12. Cara solitamente, è difficile eccome fare i genitori. Penso che bisogna trovare un delicato equilibrio che sta a metà tra fargli fare troppo e non fargli fare niente, che spesso al giorno d’oggi purtroppo si può facilmente tradurre in stare davanti alla tele e mangiucchiare patatine o stare davanti alle tele e giocare con la playstation. Secondo me far fare ai propri figli qualche attività dopo la scuola è importantissimo, perché getta le basi per le passioni di domani. Magari ci vorrà un po’ di tempo per capire e trovare quello che li appassiona veramente. Mio figlio per esempio, quando era piccolo ha provato a fare almeno 5 tipi di sport diversi e prima o poi li ha abbandonati tutti e cinque. Poi però ha trovato la sua grande passione, la ginnastica artistica, e ora che è teenager io ringrazio il cielo che desidera allenarsi al posto di stravaccarsi davanti alla tv come purtroppo vedo fare a tanti suoi coetanei. Per la mia piccolina, dopo 2 maschi, io avrei tanto voluto vestirla da bomboniera e farle fare danza artistica e poveretta, lei per un anno ha anche acconsentito, ma poi si è rifiutata categoricamente e ora ha scoperto che la sua vera passione è hip hop.
    Io ti consiglierei di farle provare tante cose e di vedere poi a cosa si appassiona. E se quest’anno ti sembra che sia troppo stanca, non importa riprova l’anno prossimo.

  13. @Daniela:grazie mille! Appunto anche questa tua esperienza con tanti figli diversi l’uno dall’altro e quindi sempre una sfida 🙂

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